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Vulture

Itinerari Basilicata

Venosa

L'origine del nome è forse nell'abbondanza e bontà dei suoi vini (vinosa), oppure nel clima ventilato (ventosa) ma l'ipotesi che raccoglie maggior credito ritiene la città fondata in onore della dea dell'amore, Venere.
La presenza umana nel territorio di Venosa è documentata sin dai tempi della Preistoria.

Il Complesso della Santissima Trinità, riconosciuto monumento nazionale dal 1897, comprende due chiese: la chiesa antica (o chiesa vecchia) risalente all'epoca paleocristiana e in seguito modificata e restaurata dai Longobardi e dai Normanni che ospita la tomba degli Altavilla e della moglie ripudiata di Roberto il Guiscardo, Aberada; La chiesa nuova (o chiesa incompiuta) iniziata tra l'XI e il XII secolo per ampliare quella antica, ma la sua edificazione non fu mai portata a termine.

A Venosa nel 65 a.C. nacque e visse la propria adolescenza Quinto Orazio Flacco, uno dei più illustri poeti dell'epoca antica, emigrato in seguito a Roma. È possibile visitare la cosiddetta Casa di Orazio risalente al II secolo d.C.

Melfi

L'origine del nome di Melfi deriverebbe dal piccolo fiume Melpes, citato dallo scrittore e naturalista latino Plinio il Vecchio.
Il centro storico ha un aspetto complessivamente medievale ed è circondato da mura normanne con l'ogivale Porta Venosina.

La fondazione di Melfi è discordante sebbene abitata da epoche remote.
L'imperatore Federico II di Svevia scelse la città come residenza estiva e qui trascorse i suoi momenti di svago dedicati alla falconeria.
Cattedrale di Santa Maria Assunta iniziò ad essere costruita nel 1076 per volere di Roberto il Guiscardo. Del suo passato normanno è rimasto ben poco per via dei terremoti e dei ripetuti restauri che hanno reso il suo attuale aspetto prettamente barocco, a eccezione del campanile, eretto nel 1153 per ordine di Ruggero II, il quale conserva ancora uno stile romanico normanno.
Il Castello edificato dai normanni, è uno dei più noti della Basilicata e fra i più rappresentativi castelli medievali del meridione.
È sede del Museo Nazionale Archeologico dove si conserva il cosiddetto Sarcofago di Rapolla, una pregevole testimonianza scultorea di epoca imperiale II sec. d.C.



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